La cena del 20 Marzo

Il giorno venti marzo iniziò con un tempo meraviglioso: un cielo blu, il mare levigato, solamente la scia di un’elica solcava il mare e gli abitanti si sentivano sollevati, pensando alla fine dell’inverno.

Soltanto alcuni anziani pescatori notavano un lontano cirro all’orizzonte. Si ricordarono del cattivo presagio che era stato in cirro come quello qualche tempo prima. Sulla spiaggia c’erano ancora i rottami della barca dei Malavoglia, da generazioni famiglia di  pescatori.

La sera di quel giorno, il gruppo dell’ascensore seguendo accettando l’invito della sindaca si recava al ristorante, godendosi l’aria primaverile nonostante che il cielo si fosse coperto di nuvole minacciose.Uno dopo l’altro arrivavano al ristorante dove venivano accolti da Valeria, la proprietaria dello „Scolapasta“ .Il ristorante è piccolissimo: ci sono soltanto sei tavoli da quattro; lo stile è quello rustico, tipico del quartiere in cui si trova il ristorante. La sindaca dava il benvenuto a ogni persona e gentilmente, nelle conversazioni, domandava  tante volte scusainci, con troppe parole, per l’incidente dell’ascensore. Di seguito, Valeria e il cameriere servivano gli antipasti, un piatto misto con specialità locali. Finito l’antipasto, attendendo i primi piatti, la sindaca si alzava, chiedeva l’attenzione dei presenti e brindava con i commensali. Con il tintinnio dei bicchieri al primo brindisi, improvvisamente, si sentì un tuono pauroso, si spense la luce e non solo: un black out.

L’ascensore sorrise compiaciuto.

Valeria pensa alla cena

La sindaca ci ha invitati a una cena per risarcici dei guai che avevamo dovuto sopportare nell’ascensore bloccato. Mi ha chiesto se era possibile di fare la cena nel mio ristorante. Certo- ho detto. Per me la cosa può essere solamente positiva; nuovi clienti, la sindaca, magari contatti utili. È un ‚ottima occasione  per approfondire la conoscenza di quest’architetto molto simpatico che si chiama Raffaele. La sindaca aveva spedito una lettera ufficiale molto cortese. Adesso devo veramente sforzarmi di dare il meglio: un menù straordinario! Ma cosa preparo? Devono essere delle specialità regionali, un po‘ mare e monti. Per iniziare, preparo un’insalata tiepida con polpo e patate. Poi, come primo, faccio delle trofie con un pesto verde di basilico e pinoli. Poi – un pesce. Stoccafisso- forse troppo particolare. Vediamo domani mattina, passo dalla pescheria, chissà forse hanno pescato del pesce spada o dorate. Per quelli che preferiscono della carne , farò del cinghiale con funghi porcini. Per dolce… sorbet gusto limone o panna cotta con i frutti di bosco. Il vino? Rossese di Dolceacqua e un Vermentino, vediamo che c’è in cantina. Ma la cosa più importante: devo fissare un appuntamento dalla parrucchiera e portare la mia roba nera al lavasecco.