Archiv der Kategorie: italienisch lernen

Bruno Pesante protesta

Bruno Pesante protesta contro l’ articolo nel Messaggero

Dopo che Bruno ha letto l’articolo del Messaggero, protesta contro, come segue:

“Si,è vero sono  andato in  spiaggia, ma non per riposarmi! Io ho dovuto riparare i servizi igienici pubblici e dopo ho fatto la mia pausa di pomeridiana. La pausa è anche prevista nell’orario di lavoro del mio contratto.

Non era corretto di scrivere, che io non ero al lavoro!. Sono padre di famiglia e perciò il mio lavoro è importante per me.

Vi prego di rettificare il vostro articolo. Mille grazie!”

 

l’ascensore una macchina magica

L´ascensore, una machina magica.

Qualche volta si muove, qualche volta esso mi sembra come una persona.

Se ci entrano persone con brutte intenzioni o persone che non sono fatte l´uno per l´altra l´ascensore interrompe la situazione e le fa riflettere o le fa parlare.

Oggi l´ascensore si è bloccato tra due piani nel municipio. Le 5 persone imprigionate incominciano ad interagire …..

Dopo trenta minuti l´ascensore „pensa“ che l´interruzione sia durata abbastanza e incomincia a  moversi un pochino per segnalare alle persone di premere il pulsante di nuovo.

Articolo nel Messaggero: Cinque persone bloccate in ascensore

Articolo nel „Messaggero di Oggi“

 

 

Cinque persone bloccate in ascensore

 

Cittàche non c´è

  1. Luglio

 

Venerdí mattina cinque cittadini della città che non c´è sono diventati vitime della trascurratezza dell‘ amministrazio- ne comunale. Il mattino presto, cinque persone- un architetto, la padrona di un ristorante conosciuto, un avvocato, un commerciante e la figlia della sindaca sono state bloccate nell‘ascensore del municipio per più di un‘ora! „L´ascensore si è fermato all‘ improvviso tra il primo e il secondo piano“, ha racontato l´avvocato dopo essere stato liberato. Anche se hanno premuto il pulsante di allarme non era sucesso niente.  Normalmente il portinaio controlla la spia dell‘ alarme dalla sua scrivania, ma proprio questo mattino lui era fuori casa per sbrigare delle faccende. Così nessuno si era accorto della situazione drammatica. I rinchiusi hanno provato ad attirare l’attenzione con grida e colpi alla porta dell‘ ascensore. Il problema era, che nell‘ ascensore non c´era ricezione e cosí era impossibile di telefonare per chiedere aiuto. Dopo una mezz´ora ilportinaio Stefano B. era rientrato al suo posto e si era accorto della situazione. Subito aveva informato la sindaca. Insieme hanno cercato ilcustode, un idraulico che lavora ad orario ridotto nel municipio. Ma lui non era nella sua officina, né raggiungibile al telefonino. Finalmente Stefano B. aveva chiamato i pompieri e il pronto soccorso. Meno male i pompieri erano stati capaci di liberare i rinchiusi. La padrona del ristorante aveva perso i sensi a causa della mancanza di aria. Tutti gli altri erano in condizioni abbastanza buone. Le indagini dei pompieri hanno scoperto, che la revisione annuale dell‘ ascensore non era stata fatta per più di tre anni! Cosí un difetto elettrico aveva causato l´incidente. Confrontata con questo, la sindaca cercava delle spiegazioni. „Il comune è rotto“, dice lei. Una misera scusa. Secondo informazioni esclusive del „Messaggero“ esiste un video che mostra come ilcustode, che era responsabile della manutenzione dell‘ ascensore, aveva timbrato il cartellino, ma invece di lavorare, era andato alla spiagga. Il „Messaggero“  è in possesso del video che prova questo fatto incredibile. In tutta l´Italia sono stati rivelati casi simili. È uno scandalo enorme. Dal sud al nord impiegati comunali incassano soldi senza lavorare. Per caso è venuto fuori che il nostro comune non è meglio degli altri. La domanda è: cosa nasconde la sindaca e cosa sapeva della miseria nel suo municipio.

 

 

il riassunto dell ‚episodio

Anche in una città che non c´è, accadono incidenti. Uno di questi era il blocco dell’ascensore nel municipio. Normalmente ciò non è un problema: questo ente ha il del  personale in servizio per le riparazioni. Nel nostro caso nessuno era al suo posto: Il portinaio che è anche il bibliotecario della biblioteca municipale era in missione ufficiale nella città e il suo aiutante irreperibile. Perciò per più di mezz’ora nessuno si accorgeva dell´incidente e cinque persone (Valentino, Lucia, Raffaele, Valeria, Antonello) restavano rinchiuse nel piccolissimo ascensore. Quest’ascensore è un modello vecchio e molto lento. Un fatto che aveva obbligato i nostri protagonisti ad attendere qualche minuto davanti alla porta, rendendo tesa l´atmosfera.  Tutti avevano delle proprie richieste da presentare – più o meno importanti – e naturalmente senza tempo.

Raffaele , un uomo alto vestito elegantemente, brontolò per la lentezza dell´ascensore e Antonello, abbronzato in tenuta sportiva, provò a calmare la situazione. Valentino sempre consultando il suo Rolex mostrava cosi che aveva fretta. All´ultimo momento arrivava di corsa Valeria, una donna con i tacchi alti e s’infilava tra il gruppo pestando involontariamente un piede di Raffaele che gridò di dolore. Alleggerito dalle domande di Valeria, dalla sua presentazione e da una ventata di profumo, Raffaele incominciò subito a rimorchiarla. Lucia la più piccola di tutti e  figlia della sindaca voleva soltanto incontrare la sua mamma per mangiare con lei.

infine anche il portinaio/bibliotecario non poteva sbloccare l´ascensore.

Il problema fu risolto dalla  forza bruta dei  pompieri.

L’ascensore del municipio

Tante persone entrano ed escono dal municipio. Tutti sono qui per presentare le proprie richieste.

Un gruppo di persone aspetta davanti all’entrata dell’ascensore al piano zero.

-Sempre la stessa cosa ! Hai fretta , non hai tempo da perdere e l’ascensore è lento come un ippopotamo! – Dice (Raffaele) un uomo alto vestito elegantemente.

-Ma si , unpo‘ di pazienza, arriverà- Prova a calmare ( Antonello) un signore abbronzato in tenuta sportiva. Una ragazzina dai capelli biondi, che sta un po‘ in disparte, alza brevemente gliocchi verso il gruppo, lancia un’espressione schifata e ritorna a maneggiare il suo telefonino, (Valentino) Un altro uomo, vestito molto formalmente, con movimenti scattanti – avrà avuto un tic- consulta frequentemente il suo Rolex scintillante al polso.Lui dice agli altri che lavora come avvocato e ha molti amici nel comune e tra i politici. Oggi lui ha un appuntamento con la sindaca della „città che non c’è“. Loro si incontrano ogni quattro settimane per fare il punto della situazione.

Finalmente l’ascensore arriva  al piano e neanche si è aperto completamente che tutti si precipitano all’interno. All’ultimo momento arriva di corsa una donna con i tacchi alti e s’infila tra il gruppo pestando involontariamente un piede di Raffaele che grida di dolore guardandola dal basso in alto. – mi scusi.-  dice lei emanando una ventata di profumo. Anche se Valentino vuole andare al quinto piano, dove ha un appuntamento con la sindaca, preferendo fare delle scale  a piedi, preme il pulsante del terzo piano e rivolto agli altri:- a che piano vogliono andare?-

-Io vado al quinto perché voglio mangiare con mia madre, la sindaca- dice la ragazza.

-Per me il secondo, per favore.- dice Valeria sorridendo.

-Allora approfondiamo la nostraconoscenza: anch’io vado allo stesso piano!- Sussurra Raffaele sorridente, mentre le da un ammirato sguardo.

-Mi scusi ancora una volta.- Dice d’un soffio Valeria-

-Niente da scusare, – aggiunge Raffaele – a me fa molto piacere la compagnia di una donna cosí simpatica. Per quale motivo va all’ufficio edile, lei è architetta?

Valeria sorride e dice:- Ma no, ho un ristrorante e ho l’idea di ingrandirlo. L’edificio accanto al mio ristorante è libero , perciò ho l’intenzione di ristrutturare e ingrandire il tutto.

La faccia di Raffaele si illumina e dice: -Trovo che sia sempre una bella cosa costruire o rinnovare un locale, è il mio mestiere. Il suo ristorante…si trova…in quale zona?

Valeria cerca nella sua borsa un biglietto da visita e lo da a Raffaele.

Antonello rispondendo a Valentino dice che per lui va bene così. E l’ascensore con diversi scatti, rumorosamente, comincia a salire.

La luce dell’ascensore si spegne ora c’è soltanto una luce di emergenza che funziona. Improvvisamente l’ascensore si ferma. Ma non come loro pensano al primo piano, per

Lasciare entrare una altra persona : si blocca  senza che succeda niente. Valentino ch’è vicino

ai pulsanti preme di nuovo il secondo…. Ma niente. Solamente uno strano rumore .Valeria un po`irritata chiede:- Cosa è successo , perché è diventato buio? Odio il buio, soffro di claustrofobia . Raffaele che crede che adesso  c’è un vero problema con l’ascensore , dice in una maniera molto tranquilla : -Non c’è niente da preoccuparsi,  forse la lampadina si è fulminata..

Valeria: Ma perché l’ascensore si è fermato?

Per alleggerire la situazione Raffaele dice a Valentino : – Lei può premere l‘ apriporta.

Valentino lo fa, ma come Raffaele aveva presagito…senza successo.

Valentino rimane  calmo e prova a telefonare al portiere per chiamareil servizio dell’ascensore. Nessuno risponde.

Si vede che Valeria ora è molto nervosa, che lei ha veramente paura, con una voce isterica lei grida: fate qualcosa!

Per ridurre la tensione della situazione nell’ ascensore, Raffaele mette delicatamente  la mano su una  spalla di Valeria e le dice: si calmi!

Raffaele pensa che in ogni  ascensore dovrebbe esserci un pulsante per il citofono, lo trova subito… lo preme, ma come c’era da aspettarsi si sente solo un fruscio… non c’è nessuno che risponde.

Valeria:- Non posso respirare …mi manca l’aria

Raffaele prova a fare aria in direzione di Valeria con i suoi documenti. A causa del poco spazio non è molto efficace.

Valeria: Grazie, mi sento già meglio, lei apre la sua borsa e cerca una caramella alla menta

 

Mentre le cinque persone erano rinchiuse nell‘ascensore del municipio, il portiere del municipio, Stefano, era in giro per il centro.

Li lui riceva una chiamata della sindaca Francesca Collina,

che lo informava poi che l’ascensore era rotto domandandogli perchè non fosse al suo posto per fare i passi necessari. Dové  ricordare a Francesca del fattoche era stata lei ad averlo mandato a sbrigare delle commmissioni in centro.

Se Francesca e Stefano si incontrano non ufficialmente si danno del tu perchè provengono dallostesso quartiere e avevano frequentato la stessa scuola elementare.

Dopo le loro vie si erano seperate. Lui si era iscritto all’università e lei aveva incominciato a fare unacarriera politica comunale.

Comunque restavaunacerta confidenza tra loro.

In pubblico mantenevano la distanza tra superiore e dipendente.

Nonostante ciò Stefano non poteva rinunciare a ribadire che aveva sempre reclamato lo stato pericoloso dell’ ascensore.

Ma la reazione di Francesca era solamente un gemito e silenzio.

 

 

Dopo  che Stefano era ritornato al municipio si accorgeva subito che l’ascensore si era invischiato tra il primo e il secondo piano. Provava a metterlo in moto, ma senza successo. Perciò cercava il nostro tutto fare per die problemi tecnici, Bruno. Non aveva fortuna. Anche lui – come al solito – non era nella sua officina meccanica. Si dice come al solito, perché trovarlo al suo posto, è veramente una fortuna. Lui gira sempre da qualche parte e nessuno sa dove sia. Costretto a dare spiegazioni si mostra anche come maestro di pretesti. Del resto è un bravo artigiano e avendo ottime relazioni  con il sindacato dei servizi pubblici, mantiene il suo posto di lavoro.

Perciò a Stefano non restava nient’altro da fare che  chiamare l´assistenza clienti; anche lí senza successo.  Ultimo mezzo erano finalmente i pompieri che con forza bruta mettevano l´ascensore di nuovo in moto. Fortunatamente Stefano non deve pagare i costi di tutto questo.

„Per fortuna si trovava Raffaele Passafiume tra i rinchiusi. Quest’architetto è abbastanza conosciuto nella città, ma più per le sue avventure galanti che per le sue opere d´architettura. Devo necessariamente chiedere a Lucia se lui ha provato a rimorchiare una delle donne rinchiusenell´ascensore. Lucia è una ragazza furba e lo avrebbe notato subito.“Pensava Stefano.

l’incidente dell’ascensore

 

 

 

Tante persone entrano ed escono dal municipio.

Tutti sono qui per presentare le proprie richieste.

Loro entrano nell’ ascensore….. improvvisamente l’ ascensore si blocca.

Loro premono il pulsante dell’allarme, ma non succede niente.

Mentre aspettano di essere aiutati, parlano del motivo della loro presenza lí e di che cosa succederebbe se non potessero uscire velocemente dall’ascensore.

Una donna si arrabbia al pensare di perdere l’ autobus se quel maledetto ascensore non si muove.

Invece una  ragazza che vuole prolungare il passaporto trova che la situazione è eccitante, lei non sa se i suoi amici crederanno alla sua storia.

Un uomo di circa 40 anni dice che lui dovrebbe essere nell’ ente edile entro 15 minuti per ricevere una concessione che è molto importante per aggiudicarsi un appalto comunale.

Se lui non fosse puntuale , accidenti, potrebbe perdere la concessione.

L’altro uomo è molto interessato a questo progetto…. . Lui pensa che sia importante che la gente della città ne venga informata per decidere insieme se il progetto sia positivo o negativo per il bene della cittadina….

la professione

Dopo la scuola a Milano ho studiato economia e legge a Milano, Roma e Londra. Questa formazione professionale è tradizione per i figli maschi della famiglia. Invece non era veramente conforme ai miei interessi.

Tuttavia ho lavorato alcuni anni nelle ditta della famiglia. Prima nella centrale a Milano e dopo sono andato a Londra, Cape Town e Singapore (dove ho fatto conoscenza con mia moglie) come direttore delle filiali della nostra ditta all‘ estero.

Mio fratello lavora insieme con due nipoti nel consiglio direttivo dell’impresa familiare.

Come ho detto, ho lavorato nella ditta della famiglia. Prima ho imparato l’attività nella centrale a Milano. Sono stato in vari settori della ditta per conoscere tutto. Prima nel marketing, poi nella produzione e infine nella vendita. Dopo ho lavorato come assistente della direzione per alcuni anni.

 

Poi sono andato all’estero. Il mio incarico all’estero consisteva soprattutto nell‘ avere dei rapporti d’affari con i clienti locali e di acquisire nuovi clienti per la nostra azienda.  Presentavo i nostri prodotti, osservavo il mercato del paese e l’attività della concorrenza e ricercavo con consulenti competenti le soluzioni a costi contenuti per la nostra produzione.

Prima di tutto ho soggiornato quattro anni a Londra. Anche se l’industria automobilistica britannica aveva già in quel periodo grossi problemi e non era calibrata al mercato europeo in molti settori, il mio lavoro a Londra era coronato da  successo . Potevo conservare la nostra fetta di mercato britannico nonostante le difficoltà esistenti.

Dopo di che, sono andato in Sud Africa. La situazione ciera completamente diversa perché la produzione dell’automobile era nelle mani degli investitori stranieri dall’Europa e dall’Asia. Il mio compito era principalmente di  ottimizzare i processi esistenti e sostenere gli investimenti dei produttori e i loro progetti per il futuro. Contemporaneamente sotto la mia direzione, una parte della nostra produzione è stata trasferita inSud Africa, perché potevamo risparmiare sui costi attraverso l’assemblaggio finale nel paese stesso.

 

 

 

Dopo tre anni, il mio compito locale era compiuto  e sono andato a Singapore. Ora non mi sono ancora occupato del lavoro quotidiano. In quel periodo ,  dovevo viaggiare più che mai. Viaggiavo in città diverse in Asia, da una riunione all’altra, da una ditta all’altra, da un albergo all’altro. Parlavo con i produttori asiatici e con i rappresentanti delle altre ditte europee. Ero quasi solo occupato a mantenere i contatti con i produttori asiatici e di acquisire nuovi clienti per la nostra azienda.  Trascorrevo la maggior parte del tempo in un hotel in qualsiasi città asiatica, ed è stato quasi un miracolo l’incontrare la mia futura moglie in quelle circostanze.

Dopo cinque anni sono ritornato a Milano, con mia moglie. Lavoravo come direttore per i mercati asiatici fino a che ho avuto 50 anni. Poi sono diventato un membro del consiglio di sorveglianza. Adesso ho molto tempo per i miei passatempi, per esempio , fare il collezionista d’arte ( non sono un esperto – compro solo l’arte contemporanea che mi piace). Altri passatempi sono il viaggiare e il fotografare.

 

un giorno normale

 

Mi alzo alle sette e mezza, bevo solamente uncaffé e vado al mercato del pesce, che è vicino a casa mia al portovecchio. Là, scelgo ipesci del giorno per il mio ristorante. È sempre molto divertente chiacherare con i pescatori e trattare i prezzi. Poi vado al Caffé Melograno al porto per fare colazione. I camerieri mi conoscono già, al mattino senza trucco, senza pettinatura. Leggo ungiornale, mangio una brioche e discuto dell‘attualità politica con il cameriere. Poi ritorno a casa e faccio un bel bagno.

Dopo questo, vado alla mia scrivania, controllo le mie e-mail, faccio un pó di contabilità, e telefono con i fornitori.

Alle undici prendo la scala e entro nel mio ristorante. Renzo, il mio cuoco e Sandra, la mia cameriera sono già là. Il ristorante apre a mezzogiorno. Per pranzo abbiamo i piatti veloci e semplici. Tanti clienti vengono dagli uffici intorno.

Alle due ritorno a casa,  e dormo per una mezz´ora. Mai di più. Dalle due e mezza alle cinque ho un pó di tempo libero. Faccio le spese o mi incontro con le amiche. Alle sei vado al ristorante. All‘ inizio ero in cucina per cucinare, ma da quando Renzo fa il cuoco, posso lavorare nelservizio, fare un pò blabla con gli ospiti, e controllare tutto.

Nel mio ristorante vengono tante persone importanti della città – o persone che si considerano essere importanti. Così sono sempre ben informata sulle cose che sucedono.

A mezzanotteconto le entate del giorno, prendo i soldi e scappo da una porta segreta. Prendo le scale e entro nel mio appartamento. Butto via le mie scarpe con i tacchi alti, mi lascio cadere sul divano e bevo un bel bicchere di vino rosso, forse due. Poi vado a letto.

Solamente la domenica è diversa, perchè questo è il giorno che appartiene ad Attilio, il mio amante. La domenica ilristorante è chiuso. È l´unico giorno checucino a casa mia per me e Attilio. Per questo durante la settimana il mio frigorifero è quasi vuoto. Le cose che ci sono sempre: un pò di formaggio, cioccolata e una bottiglia di champagne.

A casa mia

La maggior parte della gente  che prende la strada provinciale da sud in direzione della grande città vede le colline e le vaste pianure nell’est, i campi coltivati e le fattorie sparse. Un panorama collinare come i turisti del nord si immaginano “la bella Italia”.

Quasi nessuno nota il lato sinistro della strada, i colli boscosi fittamente coperti di vegetazione, un mare verde ondeggiante al vento dal quale si elevano alcuni tetti rossastri. Per questo il nostro piccolo paese nel bosco rimane solitamente inosservato e risparmiato dai visitatori curiosi.

Solo le persone del posto conoscono il piccolo lago all’altro lato della collina, invisibile dalla strada secondaria, questo lago che invita i coraggiosi che non temono l’acqua fredda a fare un bagno.

 

In quel lato della collina, sotto la vetta, voltato dalla strada, si trova la mia casa. La casa è raggiungibile con l’auto attraverso un viale stretta ricoperta di ghiaia, un viale che collega sole poche case nella zona ovest del centro del paese.

L’unico accesso al nostro terreno è una via accidentata tra gli alberi, si deve seguire questa via fino a quando si allarga in una piccola radura che lascia liberala vista verso la nostra casa.

Si tratta di una casa di campagna a due piani (in possesso della mia famiglia da generazioni e tramandata di generazione in generazione), originariamente costruita simile al modello di una villa nel Veneto, ma ripetutamente ristrutturata.

Anche noi abbiamo ancora cambiato la casa. Per esempio per fare un soggiorno più grande e per dare più luce alla casa con una grande parete di vetro che apre il soggiorno verso il giardino.

 

Si entra nell’atrio della casa attraverso un piccolo portico. L’atrio si estende su tutti e duei piani, a sinistra la scala che porta al secondo piano, a destra la porta di una piccola stanza con un bagno proprio che usiamo come la camera degli ospiti.

Dietro a destra c’è la porta della cucina. Di fronte all’entrata si trova l’accesso al soggiorno, un passaggio ampio con le porte grandi che sono aperte quasi sempre.

Il soggiorno (ricavato da tre singole stanze originarie) ha tre zone: a destra la zona del pranzo (coll’accesso alla cucina aperta) che offre abbastanza spazio per una cena con gli amici, a sinistra la zona del camino (con il camino sotto la scala) dove in inverno sediamo spesso durante le sere fredde e nel centro la zona del soggiorno dove la casa si apre verso la terrazza c’è il giardino. Questa zona èil mio posto preferito, dove mi trattengo molte ore sul divano con la vista magnifica del giardino. Le grandi finestre scorrevolidella terrazza sono per lo più completamente aperte (anche se qualche volte diventa piuttosto caldo nel soggiorno). Col tempo buono passo anche molte ore sulla terrazza sotto il pergolato che durante l’estate fa ombra.

Oltre la terrazza si può vedere il lago blu sulla sinistra ai piedi della collina che appare come sperduto tra gli alberidel bosco (e più vicino che in realtà). Ad alcuni passi dalla terrazza sulla destra c’è anche una piscina (abbastanza grande per rinfrescarsi nell’estate, ma troppo piccola per le ambizioni sportive) e una piccola casetta nel quale conserviamo i mobili da giardino.

Il carattere del primo piano è tipico per una casa di campagna, con il pavimento piastrellato ed i comodi mobili, dappertutto i colori chiari, stanze spaziose. Siccome mi piace l’arte contemporanea si trovano dappertutto quadri figurativi e sculture moderne.

Nel piano superiore si trovano il mio studiolo (con un piccolo balcone da dove si può vedere una parte del lago), la grande camera da letto con uno spogliatoio adiacente(con gli armadi a muro) ed una stanza da bagno (con una vasca da bagno nel centro della camera, una doccia spaziosa, un lavabo per due persone ed altre cose). Lo studiolo è l’unica camera in vecchio stile (un po’ scuro), tavolato di legno, con gli scaffali per i libri a tutte le pareti, una scrivania di quercia massiccia di mio nonno. Non mi trattengo spesso in questa camera, tranne che ho bisogno di silenzio per lavorare oppure per usare indisturbato il computer.

 

 

„La bella Napoletana“

Da sempre, sono stata in cucina con mia madre e mia nonna. Dopo la scuola, non avevo imparato un vero mestiere. Quando mi sono trasferita nellacittà, lavoravo come cameriera.  Il ristorante dove lavoravo non era niente di speciale, solo una trattoria e il miostipendio era misero. Il cuoco era un uomo grassissimo e sudava come un maiale. Poveri ospiti, meno male che non sono mai stati in cucina, altrimenti sarebbero andati via di corsa. Ungiorno, quando vidi come il cuoco aveva buttato su una pizza il salame che era caduto per terra, dissi: Io me ne vado!

Nella casa dove avevo unacamera al primo piano, c´era una cantina libera. Ho affitato questo locale e con i capitali di un  gentiluomo cheavevo conosciuto qualche anno prima, aprii il mio primo ristorante „Da Maria“ – in ricordo di mia nonna, che si chiamava Maria.

Nel giorno dell‘ apertura ero molto nervosa. Ma un mio amico che era giornalista presso un giornale locale aveva scritto un bell’articolo su di me con il titolo: „La bella Napoletana apre unristorante“. Il locale era affolato e dopo che tutti gli ospiti erano spariti,alle tre di notte, mi sono addormentata stanca ma contenta.