Archiv der Kategorie: Italienische Autoren

Stortino

Stortino era un uomo con la spalla destra più bassa di quella sinistra, cosa dovuta alla spina dorsale arcuata, che spostava verso sinistra il rispettivo fianco. Egli era vittima di una maledizione che lo obbligava ad ospitare nella sua testa due folletti in costante lotta tra loro, Nella parte sinistra del suo capo si era insediato il folletto Razionalaccio e in quella destra aveva preso dimora il folletto Emozionalone.

E cosi Stortino camminava e camminava cercando sollievo alla sua sofferenza. Egli amava frequentare i luoghi non spianati, come boschi collinari, coste rocciose, insomma tutti quei posti costituiti da figure e linee irregolari adatti a farlo sentire un tutt’uno con I’ambiente circostante.

Un giorno arrivò in un luogo al mare che era una costa prevalentemente rocciosa. Si sentiva a suo agio nel saIteIlare tra le asimmetrie di quelle rocce su cui scrosciavano infrangendovisi sopra le onde del mare. In un’insenatura sabbiosa al di sotto di lui era approdata alI’improvviso una creatura fresca come la rugiada, giovane come una gemma, ma non era una sirena, bensí una ragazza in jeans. Era stata una ragazza in jeans: adesso, dopo essersi levata delle calzature, faceva lo stesso con i pantaloni,  poi anche con la camicetta, mentre si avvicinava a lei una nuvola iridata di bianco, di rosa, di verde: un abito da fata? La giovane donna saltò dentro la gonna, ricadendo in un’imbracatura nascosta sotto strati di tulle. Stortino guardava incantato quel corpo su cui la gonna saliva di una spanna a coprire il seno della giovane: Lei si stava trasformando in una regina , che teneva già il capo più eretto. Quale prodigio stava accadendo? E quel viso non aveva la fronte della Gioconda, la fossetta di Venere, la bocca di Psiche? Stortino, con un solo balzo, si portò davanti alla «fata», convinto che lei era venuta apposta da molto lontano per trovare la soluzione ai suoi problemi. E lei gli parlò dolce dolce e gli raccontò:

C’era una volta una ragazza con un corpo di cui era molto delusa, soprattutto del suo viso. C `era quel naso che più la ragazza cresceva e più diventava pesante. Se parlava con qualcuno si accorgeva che non rispondeva a lei ma al suo naso, se saliva su un tram gli sguardi della gente circondavano quel grosso naso e anche quando, più tardi, stava con un uomo, capiva che ad essere a contatto non erano i loro corpi, ma i loro nasi. Cosi desiderava sempre di più di avere un altro naso, un altro corpo. E di giorno e di notte implorava santi e diavoli, fate e streghe, maghi e orchi di darle un nuovo corpo. Finché un giorno incontrò, non un mago o un Dio, bensì un chirurgo che stirando, allungando, stringendo, affinando, rigonfiando la fornì di nuove spoglie. La «fata» concluse il suo racconto in modo molto umano: piangendo disse che non si sentiva a suo agio nelle sue nuove sembianze. Quelle nuove forme erano sì stupende, ma purtroppo estranee alla sua anima formatasi in un altro corpo. Così Stortino anche quella volta non trovò la soluzione ai suoi problemi ma capì che lei era la sua anima gemella. Si sposarono ed ebbero molti normalissimi figli: uno con la gobba, I’altro zoppo, un altro nano, I’altro …

Bestie

braccioSignor giudice, ora se io le dicessi che ne conosco il motivo, sarei un bugiardo e lei avrebbe il diritto, in veste di rappresentante della legge, di incolparmi. Le posso anche giurare che mai prima di allora, prima di quel maledetto pugno chiuso, schizzato verso l’alto, spinto dal braccio piegato, frenato dall’altra mano che gli si abbatteva sopra come per bloccarne lo scatto verso l’alto, mai prima di allora, dicevo signor giudi­ce, mai avevo visto quell’uomo imbestialito. Io soddisfatto, e composto, passeggiavo sull’affollato lungomare, come le può confermare la mia amica, qui presente. II mare era liscio come l’olio; mi sentivo in pace con me stesso e con il mondo, con un mondo sul far della sera, tenue nei colori dell’imbrunire. Ora mi scusi, signor giudice, se mi lascio prendere la mano dai dettagli del racconto, ma lo ritengo doveroso per poterne comprendere meglio la meccanica dell‘ accaduto. Ebbene, ha ben presente l’atmosfera di quel lungomare, quando i colori del giorno iniziano ad affievolirsi e le ombre cominciano a prendere il sopravvento? Riesce a seguire gli eleganti passi, misurati, da passeggio, della gente perbene con quelle mimiche che esprimono benessere? Naturalmente non sta a me giudicare quante di quelle espressioni fossero state sincere e quante al con­trario cercassero di ingannare! Sa, signor giudice, come quando si ostenta tristezza ad un funerale o gioia in una festa, elargendo sorrisi a tutti… ah quante volte ci troviamo a dover sorridere senza averne nessuna voglia o a manifestare tristezza senza sentirne!

La prego, signor giudice, non mi guardi in quel modo: mi è impossibile frenare l’impeto dei sentimenti che sorgono nel ricordare quei momenti indegni di esseri razionali; purtroppo il mondo ne è pieno! Va bene, signor giudice, continuo senza perdermi in altre chiacchiere. Avevamo avuto la fortuna di trovare un tavolo libero da «Baffo d’oro», sa, quel locale frequentato da gente di tutto rispetto. Come? C’è già stato anche lei, bene. Allora Io sa-prà che gli avventori sono solo persone di un certo rango, che non hanno nulla da spartirecon certi… Ah se sapesse quali insulti mi vengono in mente, mi mor­derei le mani dalla rabbia! Capisce? Solo al pensiero di quel gesto che riporta ai primordi della vita, al mondo delle scimmie, a quelle esibizioni dei maschi, seduti a gambe larghe, puntando il pene in erezione contro gli altri… non so spiegarmi da dove fosse uscito quel bestione che si è messo ad insultare, che dico, a minacciare… ero scioccato, incapace di qualsiasi reazione.Ma d’altronde cosa può fare una persona mi-nacciata?! Come può reagire ad un pericolo? Ora vede, quell’uomo era aggressivo, una bestia feroce e l’altro… E no, signor giudice, non conoscevo neanche l’altro! Che cosa avrebbe potuto fare l ‚altro ? Avrebbe dovuto esserci signor giudice! Scappare: non poteva più farlo: il bestione l’aveva afferrato alla gola e stringeva stringeva! E non era servito a niente che la sua vittima si era fatto piccolo piccolo, si era inchinato, aveva pregato, chiesto pietà! Avrebbe dovuto vedere quale compassione suscitava la vista di quell’uomo che si umiliava così. Ma la bestia, sì non poteva essere altro che una bestia, perché un cristiano, una persona con un minimo di civiltà, anche se avesse dovuto, per varie ragioni, scendere così in basso, avrebbe smesso di aggredire! Non le pare signor giudice? E invece si gonfiava sempre di più; i muscoli tesi.il petto pompato d’aria, lo sguardo fulminante, assassino, i pugni stretti, la voce bassa, minacciosa, senza un barlume di ragione. E poi si dice che l’uomo è pacifico, perché ha paura di riportare ferite. Anche il più forte del mondo! Ma quello era completamente irresponsabile! La paura ce l’avevamo noi altri, tutti quelli che per nostra sfortuna ci trovavamo Ií, senza trovare il coraggio di intervenire. E con quale velocità avvenne tutto. Eh sì, signor giudice, non è come nei film: sa, quelle scene di lotta, stilizzate, come dei balletti in cui i due nemici si colpiscono al-ternativamente, cadono, si rialzono, i movimenti sono rallentati ed esagerati per renderli più spettacolari. No, ripeto signor giudice, non era così: è stato un attimo, sa… e neanche come… mi ricordo che da bambini, quando litigavo per avere qualcosa, uno afferrava l’oggetto, l’altro arrossiva e piangeva. Poi spinte, calci, morsi, capelli tirati e soprattutto colpi dati dall’alto verso il basso, con il pugno. Come fa anche, mi scusi per l’esempio, la polizia, ma capisco, tra tutti i mali si sceglie il minore: il colpo dato dall’alto in basso è meno pericoloso dei colpi dati frontalmente contro la faccia, i genitali, e così via. Devo tagliare corto, signor giudice, vengo al sodo. Ecco vede forse è colpa della società: mi sovvengono i primi­tivi : si limitavano a sottomettere l’avversario nella lotta corpo a corpo, poi si facevano dei duelli in cui al massimo moriva un uomo, cosa gravissima. Ma cosa avviene oggi? Oggi l’avversario si annienta con le armi, e spesso l’avversario e un intero gruppo, un intero popolo. Basta schiacciare un bottone. Sì, signor giudice, lei ha ragione, non mi dilungo più. Allora le stavo dicendo che fu questione di un attimo: fece quel maledetto gesto, gli si buttò addosso, strangolandolo, massacrandolo a colpi, rompendogli le ossa, e calci nei genitali… signor giudice,non ci ho visto più dalla rabbia: ho preso quel coltello che c’era lì davanti a me, sul tavolo vicino, e l’ho conficcato nella schiena di quella bestia.

Empfohlene Italienische Autoren und Bücher: Fruttero Carlo

Donne informate sui fatti

Un romanzo ambientato in Piemonte , un misterioso delitto : viene ritrovato il corpo di Milena, prostituta romena La narrazione degli eventi è affidata a otto donne: la bidella, la barista, la carabiniera, la figlia, la migliore amica, la giornalista, la volontaria e la vecchia contessa.Un romanzo con tratti divertenti. „Donne informate sui fatti“ ha tuttavia una nota dolente di fondo, che si evidenzia appieno nello scioglimento dell’enigma. A dominare, pure nel mutar dei tempi, dei rapporti fra le classi, del concetto d’etica, è ancora e sempre la valenza distruttrice della passione, della vendetta, della gelosia.


Frauen, die alles wissen
Die bildschöne rumänische Ex-Prostituierte Milena wird tot aufgefunden. Alle Spuren führen zu ihrem Mann, einem steinreichen Bankier der Turiner Gesellschaft. Um den Mord aufzuklären, treten acht unterschiedliche Frauen an: ihre Stimmen fügen sich zu einem faszinierenden Fall, der aus wechselnden Perspektiven beleuchtet wird. Anstatt auf männliche Durchsetzungskraft und handfeste Ermittlungsmethoden setzt der Altmeister Carlo Fruttero auf weibliche Intuition und charmante Raffinesse.

Empfohlene Italienische Autoren und Bücher: Alessandro Baricco


Senza Sangue

Quattro uomini, a bordo di una vecchia e scassata Mercedes, arrivano dinanzi ad una fattoria per ucciderne il proprietario. Si è appena conclusa una guerra, ma non si sono spenti gli odi: nel corso della feroce esecuzione, viene ammazzato pure il figlio fanciullo della vittima. Si salva, invece, la figlioletta, che è stata nascosta in una botola: uno dei sicari l’ha veduta, ma lo sguardo della piccola lo ha convinto a risparmiarle la vita.


Ohne Blut
Auge um Auge, Zahn um Zahn. Der Krieg ist bereits vorbei, als vier Männer das abgelegene Bauernhaus stürmen, um Manuel Roca hinzurichten. Wie nebenbei erwischt es auch den Sohn, nur die kleine Nina überlebt in ihrem Erdversteck. Zwar wird sie von Tito, dem jüngsten der Killer, entdeckt, doch er schweigt und schenkt ihr damit das Leben.

Jahrzehnte später steht eine schöne alte Dame vor einem Losverkäufer und lädt ihn zu einer Tasse Kaffee ein. Der alte Mann spürt, dass ihn sein Schicksal eingeholt hat, denn seine Kumpane von damals sind allesamt eines unnatürlichen Todes gestorben. Gemeinsam kehren Nina und Tito in die Hölle ihrer Erinnerung zurück und setzen die Vergangenheit zusammen: eine Geschichte aus Tod, Rache, Vergeltung und nicht gelebtem Leben. So lange, bis sich beide fragen: Was bleibt noch zu tun?

Seide
Eine leise Geschichte über das Begehren. Eine poetisch-zarte Parabel vom Glück und seiner Unerreichbarkeit. Der Roman, der Baricco weltberühmt machte.

Knisternde Seide, kühl, edel und kostbar. Als 1861 eine nahezu weltweite Epidemie in der Seidenraupenzucht um sich greift, fühlen sich die Spinnereien des südfranzösischen Städtchens Lavilledieu in ihrer Existenz bedroht. Daher bricht der Seidenraupenhändler Hervé Joncour im Herbst desselben Jahres auf zu einer beschwerlichen Reise in das für seine Seide berühmte, doch gegen alle äußeren Einflüsse abgeschottete Japan.

Die Geschäfte mit dem japanischen Edelmann Hara Kei sind bald getätigt, und da sieht er sie: wie eine Skulptur, wie ein stummes Abbild perfekter Weiblichkeit liegt das junge Mädchen, gehüllt in einen Seidenschal, zu Füßen ihres Gebieters. Nur ein Blick und eine kurze Botschaft – mehr ist es nicht, was Joncours Leidenschaft entfacht. Niemals wird er auch nur die Stimme der rätselhaften Schönen hören. Doch die Sehnsucht bestimmt fortan sein Leben.

Jahr für Jahr treibt es ihn ins ferne Japan – im heimatlichen Lavilledieu erwartet ihn seine Frau Hélène stets sehnsüchtig zurück. Dann bricht in Japan der Krieg aus. Eine letzte Reise, der Hof Hara Keis liegt in Schutt und Asche, und Joncour weiß: Nie wieder darf er zurückkehren. Sechs Monate nach seiner Rückkehr erreicht ihn jedoch ein Brief mit japanischen Schriftzeichen …

Seta

La Francia, i viaggi per mare, il profumo dei gelsi a Lavilledieu, i treni a vapore, la voce di Hélène. Hervé Joncour continuò a raccontare la sua vita, come mai, nella sua vita, aveva fatto. „Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L’uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa.“

Empfohlene Italienische Autoren und Bücher – Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti: Io non ho paura

È l ‚avventura di un gruppo di bambini che, nel corso d’una caldissima estate, si accomiatano dal tempo dei giochi e dello stupore nello scontro con la durezza del mondo adulto.
Ambientata nel 1978 in un immaginario paesino dell’Italia meridionale, la vicenda nasce prende da un’escursione nelle campagne di alcuni bimbi, tra i quali il novenne Michele Amitrano: sulla terra arroventata ed in mezzo ad un mare di spighe si nasconde un segreto spaventoso ed inconfidabile, qualcosa che obbligherà il ragazzino a confrontarsi  con se stesso, a trovar la forza per prendere coscienza e – sulla spinta degli eventi – infine crescere.

 

Erscheinungstermin: 27. Oktober 2010

Io e te

„Io e te“ist Niccolò Ammanitis neuester Roman. Er spielt im Rom des Jahres 2000. Der vierzehn-jährige Lorenzo ist nicht, wie seine Eltern glauben, mit seinen Klassenkameraden in den Skiurlaub nach Cortina d Ampezzo gefahren, sondern hat sich im Keller des Elternhauses in einem Abstellraum verkrochen, den er sich mit Essensvorräten, Lektüre und technischem Spielzeug wohnlich eingerichtet hat. Bald muss er sein unterirdisches Reich mit seiner drogensüchtigen Halbschwester Olivia teilen. Am Ende wird er aus seiner Höhle heraussteigen, der Versuch aber, Olivia von ihrer Sucht zu befreien, endet tragisch. Der kurze Roman mit der Thematik des Erwachsenwerdens eignet sich hervorragend für den Italienischunterricht.

Empfohlene Italienische Autoren: Davide Longo

Il mangiatore di pietre
di Davide Longo

Davide Longo wurde 1971 in Carmagnola bei Turin geboren. Nach seinem Studium erhielt er ein Stipendium für das Literaturinstitut »Scualo Holden« in Turin, wo er inzwischen selbst unterrichtet. Er erhielt zahlreiche Auszeichnungen, zuletzt den Premio Grinzane Cavour, den Premio Via Po sowie für »Der Steingänger« den Premio Città di Bergamo und den Premio Viadana. Davide Longo lebt in Carmagnola.

Qui di seguito i riassunti di Luise Schendekehl nell’ambito di un corso di conversazione presso la Senzaparole:

il-mangiatore-di-pietre-cap-1-7, riassunti da Luise Schendekehl
il-mangiatore-di-pietre-cap-8-19, riassunti da Luise Schendekehl
Il mangiatore di pietre, cap-20-26, riassunti da Luise Schedekehl