La cena del 20 Marzo

Il giorno venti marzo iniziò con un tempo meraviglioso: un cielo blu, il mare levigato, solamente la scia di un’elica solcava il mare e gli abitanti si sentivano sollevati, pensando alla fine dell’inverno.

Soltanto alcuni anziani pescatori notavano un lontano cirro all’orizzonte. Si ricordarono del cattivo presagio che era stato in cirro come quello qualche tempo prima. Sulla spiaggia c’erano ancora i rottami della barca dei Malavoglia, da generazioni famiglia di  pescatori.

La sera di quel giorno, il gruppo dell’ascensore seguendo accettando l’invito della sindaca si recava al ristorante, godendosi l’aria primaverile nonostante che il cielo si fosse coperto di nuvole minacciose.Uno dopo l’altro arrivavano al ristorante dove venivano accolti da Valeria, la proprietaria dello „Scolapasta“ .Il ristorante è piccolissimo: ci sono soltanto sei tavoli da quattro; lo stile è quello rustico, tipico del quartiere in cui si trova il ristorante. La sindaca dava il benvenuto a ogni persona e gentilmente, nelle conversazioni, domandava  tante volte scusainci, con troppe parole, per l’incidente dell’ascensore. Di seguito, Valeria e il cameriere servivano gli antipasti, un piatto misto con specialità locali. Finito l’antipasto, attendendo i primi piatti, la sindaca si alzava, chiedeva l’attenzione dei presenti e brindava con i commensali. Con il tintinnio dei bicchieri al primo brindisi, improvvisamente, si sentì un tuono pauroso, si spense la luce e non solo: un black out.

L’ascensore sorrise compiaciuto.

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