la mia posizione professionale

Nella prima presentazione della mia persona , se ve ne ricordate  , avevo detto che la mia professione era quella di archivista. Ciò è vero ma non più  vero, perché mi hanno spostato. Naturalmente mi domanderete: perché? In questo momento non sono ancora disposto a raccontare tutta la storia. Ma prometto di farlo più in lá. Oggi basta sapere soltanto che c´era un grande scandalo nel municipio della nostra città, nel quale per un pelo non sono  stato chiamato in ballo pure io. Per evitare questo e riguardare così la mia indipendenza morale ho lasciato la posizione di archivista.  Immaginarsi la reazione del mio papà non è molto difficile. Soltanto la mia Mamma e Antonella  hanno mostrato di nascosto, per non mettersi contro papà, una certa solidarietà. Mostrarsi non corruttibile è una cosa.  Sopravvivere senza censo proprio un’ altra. Così, per la prima volta nella mia vita ero costretto a sopportare le conseguenze della mia azione e di cercare un altro lavoro. La nostra città è piccola e perciò non esiste un secondo posto di archivista. Questo fatto mi forzava ad adocchiare altre possibilità per guadagnarmi il pane.  Per fortuna in quel periodo, c’era il posto del custode della biblioteca regionale da occupare.

Senza grande speranza mi sono candidato. E forse per azzittire un possibile, appiccicaticcio testimone mi hanno dato il lavoro. Per la società del nostro piccolo borgo la differenza di prestigio tra custode e archivista è enorme.  Quello che i bravi cittadini non sanno è che un custode è obbligato per professione di sapere tutto e conoscere tutti.

Si può costatare che ho un posto pagato male, ma con un’ascendenza da non sottovalutare; un piccolo ragno sempre informato non nella ragnatela ma nella guardiola.

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