un giorno normale

 

Mi alzo alle sette e mezza, bevo solamente uncaffé e vado al mercato del pesce, che è vicino a casa mia al portovecchio. Là, scelgo ipesci del giorno per il mio ristorante. È sempre molto divertente chiacherare con i pescatori e trattare i prezzi. Poi vado al Caffé Melograno al porto per fare colazione. I camerieri mi conoscono già, al mattino senza trucco, senza pettinatura. Leggo ungiornale, mangio una brioche e discuto dell‘attualità politica con il cameriere. Poi ritorno a casa e faccio un bel bagno.

Dopo questo, vado alla mia scrivania, controllo le mie e-mail, faccio un pó di contabilità, e telefono con i fornitori.

Alle undici prendo la scala e entro nel mio ristorante. Renzo, il mio cuoco e Sandra, la mia cameriera sono già là. Il ristorante apre a mezzogiorno. Per pranzo abbiamo i piatti veloci e semplici. Tanti clienti vengono dagli uffici intorno.

Alle due ritorno a casa,  e dormo per una mezz´ora. Mai di più. Dalle due e mezza alle cinque ho un pó di tempo libero. Faccio le spese o mi incontro con le amiche. Alle sei vado al ristorante. All‘ inizio ero in cucina per cucinare, ma da quando Renzo fa il cuoco, posso lavorare nelservizio, fare un pò blabla con gli ospiti, e controllare tutto.

Nel mio ristorante vengono tante persone importanti della città – o persone che si considerano essere importanti. Così sono sempre ben informata sulle cose che sucedono.

A mezzanotteconto le entate del giorno, prendo i soldi e scappo da una porta segreta. Prendo le scale e entro nel mio appartamento. Butto via le mie scarpe con i tacchi alti, mi lascio cadere sul divano e bevo un bel bicchere di vino rosso, forse due. Poi vado a letto.

Solamente la domenica è diversa, perchè questo è il giorno che appartiene ad Attilio, il mio amante. La domenica ilristorante è chiuso. È l´unico giorno checucino a casa mia per me e Attilio. Per questo durante la settimana il mio frigorifero è quasi vuoto. Le cose che ci sono sempre: un pò di formaggio, cioccolata e una bottiglia di champagne.

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