Una giornata normale nella mia vita (prima parte)

 

Da impiegato municipale la mia vita decorre abbastanza regolarmente. Ciò mi è molto grato  perché mi permette di progettare la giornata e di usare il tempo nel migliore dei modi.

Mi alzo di mattina alle ore 7:30. Dopo colazione e il bagno, esco di casa intorno alle ore 8:30 e 12 minuti dopo sono già sul posto di lavoro. La biblioteca si apre alle 9:15, allora mi lascia tempo sufficiente per ispezionare e controllare tutto, particolarmente i gabinetti e la sala di lettura. Se tutto è in ordine, apro la porta e la giornata può incominciare.

Cinque minuti più tardi il primo utente arriva: il signor Totò. Il signor Totò è un cavaliere di vecchio stampo, sempre vestito correttamente e di una gentilezza squisita. Benché lui fosse senatore, non ci tiene ad essere chiamato onorevole e corregge sempre chiunque  creda di essere obbligato ad usare il titolo, dicendo con un sorriso: Totò, per favore in modo semplice. Noi ci stimiamo reciprocamente e perciò la nostra accoglienza è amichevole ma discreta. Forse seguirà più tardi un’occasione per  raccontare un po’ di più su questo cavaliere.

Cinque o dieci minuti più tardi appare la mia cliente favorita: Francesca, studentessa di storia, ventitré anni, e se si può dirlo: il  perfetto opposto del senatore. Sempre di fretta e almeno sempre in disordine completo soprattutto quello che riguarda la sua testa dai capelli neri, folti e riccioluti. Provando a portare cinque grandi libri in braccio, troppi per tenerli, succede spesso che le cadono  per terra di fronte alla mia guardiola. Naturalmente non mi  lascio scappare quest’occasione per mostrarmi come angelo di aiuto e lei mi ricompensa con un sorriso di scusa. Ebbene, così una giornata bella può incominciare.

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