Valeria Russo

Valeria Russo

 

„Per la sua età, è sempre una bella donna“. Ho sentito questo molto spesso. È vero, è un complimento, ma è anche un offesa. Per me, la mia bellezza era lunico capitale che i miei genitori mi hanno dato. image-1Sono nata nel 1956 in un piccolo paese vicino a Napoli, la prima di cinque sorelle. I miei genitori erano contadini, i soldi mancavano sempre. Da piccola dovevo aiutare in casa, badare alle mie sorelle, lavorare in campagna. Amavo stare in cucina con mia nonna, da lei ho imparato tutti i segreti dei piatti tipici della zona. Assomigliavo molto a mia nonna, che era di Napoli e aveva fatto l´errore di sposarsi con un uomo di campagna. Avevo capelli lunghi neri neri e occhi scuri, una faccia carina.

Dopo la scuola mi dovevo decidere: stare a casa dei miei, sposarmi con uno del paese e continuare la stessa vita come mia la mamma – o – andare via in città, cercare un lavoro.

Qualche volta quando ero bambina sucedeva che un uomo veniva nel paese. Lui aveva un piccolo furgone e dentro il furgone aveva un proiettore e lattine per rotoli di film. Ognuno era in piazza quando quest´uomo sistemava i suoi attrezzi e la sera mostrava i film. Storie di amore e passione con donne belle, uomini gentili. Anch´io volevo essere come loro, avere dei bei vestiti e macchine care.

„Vado in città“ dicevo ai miei genitori. Con una borsa e pocchi soldi partivo per Roma. Mi compravo un giornale e leggevo le inserzioni. Qualche giorno dopo avevo trovato un lavoro da una famiglia ricca, che cercava una badante per i bambini.

Roma mi piaceva tanto, ma senza soldi i bei negozzi non servivano a niente. Un giorno vidi un annuncio di un locale „Kakadu“ che cercava ballerine e cantanti. Praticamente il locale Kakadu era un bar dove ragazze in facili costumi ballavano e uomini maturi fumavano, bevevano e qualche volta invitavano una delle ragazze a un bicchiere di spumante. In questo bar ho incontrato Walter. Walter era un genovese, che ogni tanto stava nella capitale per affari.

Naturalmente era sposato e molto più vecchio di me. Ma Walter era simpatico e generoso e ogni volta che veniva a Roma, mi comprava un bel vestito, scarpe o altre cose.

Per tre anni ero l´amante di Walter, ma un bel giorno lui mi disse, che lui voleva andare in pensione e per questo non aveva più una scusa per andare a Roma. Mi dava un busta e spariva. Nella busta era qualche milione di Lire. Prendevo questo capitale per trasferirmi in un´ altra città dove nessuno mi conosce.

 

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